Intervento psicoterapeutico

Domande frequenti

E’ normale avere dei dubbi, soprattutto in un momento di difficoltà. Per questo motivo cercherò di rispondere alle domande che tipicamente tutti si pongono quando valutano la possibilità di iniziare una terapia.

Cos'è l'ipnosi?

Molto spesso si pensa che l’ipnosi sia solo quella di tipo regressivo, ovvero, la pratica utilizzata dal 1887 da Freud con le pazienti affette da isteria. Lo scopo di Freud e di questa ipnosi, era quello di raggiungere un profondo stato di coscienza che permetteva di rimuovere, attraverso il rivivere le emozioni negative lontane nel tempo, la causa inconscia (spesso derivante da un senso di colpa profondo)dei sintomi.

In realtà l’ipnosi è sopratutto un’antichissima pratica terapeutica in cui corpo e mente entrano in contatto armonico producendo uno stato di benessere in grado di ripristinare la salute fisica psichica e comportamentale.
In questo stato di “riposo guidato”, l’attenzione viene riportata al proprio mondo interiore, offrendo alla mente la possibilità di allontanarsi dagli stimoli ansiogeni che possono condizionare o diminuire il benessere. Questa applicazione terapeutica viene praticata al fine di portare il paziente all’autoipnosi.

Guidato dal terapeuta il paziente stesso, in un percorso di apprendimento, raggiunge la capacità di porsi in autoipnosi riproducendo lo stato di profondo benessere vissuto con il suo terapeuta.

Quanto può durare una psicoterapia?

Questa e’ una delle domande che più’ frequentemente vengono poste e che rispecchia l’ansia che vive chi si rivolge ad un terapeuta con il bisogno sempre più’ pressante di migliorare il proprio stato.
Va precisato, innanzi tutto, che non esiste una risposta precisa toucour in quanto tutto ciò che riguarda l’essere umano, ed in questo caso e’ proprio di questo che ci occupiamo, va soggetto a infinite variabili determinate dall’unicità irripetibile di ogni persona.

Detto questo va precisato che negli ultimi tempi si va sempre più affermandosi la tecnica della terapia breve che, basandosi su processi cognitivisti-comportamentali, permette di raggiungere in tempi brevi risultati che portano il paziente a ritrovare il benessere e la serenità che già, all’inizio del percorso terapeutico costituivano il naturale obbiettivo.

Come si può capire se il terapeuta contattato è la persona adatta ad aiutarmi ?

Questa è una domanda molto frequente che ogni paziente si pone. Purtroppo questa domanda difficilmente viene rivolta all’operatore per una sorta di ritegno, timore di essere percepiti come persone poco cortesi o per paura di venir fraintesi.

In realtà, il presupposto alla base di ogni percorso terapeutico, è la fiducia. Sarà solo tramite un rapporto di fiducia che si potrà creare “l’alleanza terapeutica” che porterà lo stesso paziente a giudicare sufficiente e soddisfacente il percorso intrapreso.
Tale fiducia può costruirsi solo quando il paziente percepisce la possibilità di aprirsi, parlando liberamente e sottoponendo ogni proprio dubbio, così da permettere l’elaborazione dei contenuti psichici superando eventuali meccanismi inconsci di difesa.

Possiamo però cercare di semplificare la problematica suggerendo di concentrarsi sul il primo contatto con il professionista, che dovrebbe comunicare “affidabilità”, “professionalità”, senza però mostrarsi giudicante e scostante.

Chiedere aiuto è il primo passo
per stare meglio

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